Piateda di sopra è un ex-alpeggio della valle di Armisola. In questa zona gli alberi smettono di crescere e questo permette di avere immense piane di erba che sono favorite dal bestiame a causa della loro elevatezza. Qui smettono di svilupparsi tafani / mosche a causa delle basse temperature e per la mancanza di pozze ristagnanti.
Territorialmente questo è un incrocio per molte direzioni, scendendo si passa per Piateda di Sotto per poi arrivare nell’alpeggio di Armisola, si può prendere il percorso che porta al Rifugio Gino e Massimo oppure andare a vedere dall’alto Vai Fregi (valli fredde) che prendono il loro nome a causa della loro struttura geologica, dove il passaggio del vengo e la scarsa illuminazione di queste porta una temperatura più bassa rispetto ai terreni circostanti. Infine, da qui, è possibile continure a salire per raggiungere la bocchetta di Santo Stefano e poi i laghi, oppure il Rodes.
Passando per questa zona è ancora possibile vedere i resti delle mura dei bivacchi utilizzati dai pastori. Nel fiume è presente inoltre l’ex acquedotto che forniva acqua ai casari.
Il Rifugio Gino e Massimo si trova in Località Grioni, a 1860m, nel Parco delle Orobie. La posizione offre diverse possibilità escursionistiche, consentendo di apprezzare a pieno l’atmosfera del Parco.
Ex baita d’alpeggio, presenta una piccola ma graziosa sala da pranzo e una camerata con 18 posti letto, oltre che una bellissima e soliva area esterna, con vista panoramica sulle Retiche e sulla Valtellina. Il rifugio offre un servizio spartano ed essenziale, con una cucina casalinga ricca di prodotti locali (tra cui i formaggi del vicino alpeggio di Armisola).
La gestione si impegna nel creare un clima di accoglienza e convivialità, promuovendo un turismo sostenibile, che non guardi alla montagna come bene da vendere e sfruttare ma come luogo in cui stare, con rispetto e spirito di adattamento Il rifugio vuole essere uno spazio di scambio e socialità, proponendo durante la stagione piccoli concerti, iniziative culturali, escursioni, pratiche di yoga, attività creative…
Ricordiamo che dal rifugio è punto di partenza per molte escrusioni, tra cui quella per arrivare al Rodes. Le altre escusioni sono visualizzabili nel menu.
Il rifugio è aperto tutti i giorni durante l’estate.
La località Briotti, a circa 1060 m.s.l.m è il centro abitato più vicino all’alpeggio. A salire, dopo aver superato le frazioni di Sazzo, Albareda, Fontaniva e Famlonga, si giunge a destinazione nella piccola frazione del comune di Ponte in Valtellina. La frazione è costituita principalmente da un centro abitato più in alto, mentre la zona turistica dove sono tipiche le villette da villeggiatura è raggiungibile a piedi dal centro o in macchina svoltando a destra all’ultimo bivio (le indicazioni stradali sono chiare).
Dosso del Grillo
La località Dosso del Grillo è la zona “ricreativa” del borgo. Oltre la famosa locanda aperta per gran parte dell’anno, la zona è attrezzata di un campetto sportivo, giochi per bambini e di un area dedicata ai camper / tende. Sono organizzati regolarmente eventi sia ricreativi che sportivi
Pozze dei Briotti
Le Pozze dei Briotti sono un’oasi naturalistica situate all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi. Questa meta, ideale per famiglie e brevi passeggiate, si sviluppa attorno al recupero di antichi abbeveratoi e pozze d’alpeggio utilizzati storicamente per il bestiame. Il sito si raggiunge facilmente a piedi in pochi minuti lasciando l’auto nei pressi del parcheggio in località Dosso del Grillo. L’area è circondata da boschi di conifere ed è attrezzata con pannelli didattici che illustrano la flora, la fauna e la geologia locale, offrendo un perfetto spazio di relax e un punto panoramico sulla media Valtellina.
Camminando sull’Alpe Armisola, in alcune zone umide l’erba sembra luccicare. Non è rugiada né ghiaccio: è il ferro. Un fenomeno naturale che racconta la storia mineraria di Piateda.
Piateda e le miniere di ferro
Piateda è stato per secoli un importante distretto minerario. Già dal 1300 si estraeva il ferro in Val Venina e Val Caronno. La Val Venina era soprannominata la “valle del ferro”. Oggi le miniere sono chiuse, ma lungo i sentieri si vedono ancora i resti dei forni fusori dove si lavorava il minerale.
Il sottosuolo delle montagne di Piateda conserva ancora molto ferro. L’acqua piovana e quella di fusione scorrono nelle rocce, si caricano di minerali e poi riaffiorano in superficie, specialmente nei prati e nelle zone paludose. Questa particolarità conferisce inoltre un colore rosso al terreno dei pascoli.
Il prato luccicante
Nell’alpeggio l’acqua ricca di ferro viene a contatto con l’aria. Il ferro si ossida – come quando un chiodo arrugginisce – e forma una patina sottilissima che si deposita in superficie delle pozze d’acqua. Con il passaggio del bestiame nei prati, questa patina viene lanciata sui fili d’erba e con il sole, questi riflettono la luce e fanno brillare il prato. Il fenomeno è ben visibile nelle aree umide dell’alpeggio, nel versante ovest, in particolare nei periodi delle piogge successive a periodi di secca.
Le Piane è un suggestivo alpeggio situato a circa 1.530 metri di altitudine nel comune di Piateda, in provincia di Sondrio. Circondato da boschi di abeti e ampi prati, rappresenta una meta ideale per escursionisti e amanti della natura.
Un rifugio per l’arte durante la guerra
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Le Piane divenne un luogo di protezione per le vetrate del Duomo di Milano. Per salvaguardarle dai bombardamenti, furono smontate e trasportate qui, nascoste in casse etichettate come “motori” grazie all’iniziativa della famiglia Falck. Al termine del conflitto, le vetrate furono riportate a Milano e ricollocate nel Duomo.
Il Rifugio degli Alpini
Nel 1985, il Gruppo Alpini di Piateda costruì il Rifugio ANA di Le Piane, situato su un dosso panoramico. Realizzato con circa 6.000 ore di lavoro volontario, il rifugio offre 30 posti letto ed è solitamente aperto da luglio a metà settembre. È dedicato a Vittore Togni, storico capogruppo degli Alpini.
Escursioni da Le Piane
Le Piane è un punto di partenza strategico per diverse escursioni:
Alpe Armisola: un percorso che attraversa una passerella in legno e un ponte sul torrente Serio, conducendo all’Alpe Armisola a 1.629 metri di altitudine.
Punta della Pessa (1.850 m): un’escursione che parte da Le Piane e prosegue verso Legnomarcio, offrendo panorami mozzafiato sulle vette circostanti.
Anello Gaggio – Le Piane – Armisola: un itinerario ad anello che collega Gaggio, Le Piane e l’Alpe Armisola, attraversando boschi e prati alpini.
Come raggiungere Le Piane
Per raggiungere Le Piane, si parte da Piateda e si segue la strada che conduce alle frazioni alte, passando per Dosso e Previsdomini fino a Piateda Alta. Da qui, si prosegue verso Gaggio, dove si trova un bacino idroelettrico. Dal Gaggio, una strada sterrata conduce all’alpeggio di Le Piane. È possibile salire in auto fino al rifugio, previo acquisto di un pass giornaliero presso il bar vicino alla chiesa parrocchiale di Piateda.
Il Pizzo di Rodes è una delle cime più iconiche delle Alpi Orobie, raggiungendo un’altezza di 2829 metri. Situato nella regione della Lombardia, Italia, offre uno straordinario panorama sulla Valtellina e sulle valli circostanti. La sua posizione isolata lo rende un ottimo punto panoramico, permettendo di ammirare altre vette importanti come il Pizzo di Coca, la Punta di Scais e il Pizzo Redorta.
Il Pizzo di Rodes è conosciuto anche come il “Cervino di Piateda”, poiché sovrasta il paese di Piateda. La sua forma arrotondata e regolare lo rende una presenza discreta nella vista panoramica dalla valle retica o dal maggengo delle Piane sopra Piateda.
Per raggiungere la vetta del Pizzo di Rodes, è possibile seguire diverse vie di salita, una delle quali parte dal maggengo delle Piane sopra Piateda e risale la Valle del Serio fino alla bocchetta di Santo Stefano, per poi inoltrarsi nel vallone solitario che si apre a sud della bocchetta.
La salita al Pizzo di Rodes non presenta difficoltà alpinistiche, ma richiede una buona preparazione fisica, soprattutto per l’ultimo tratto che presenta pendenze ripide e terreno accidentato. È fondamentale prestare attenzione alle condizioni meteorologiche e al terreno, specialmente in presenza di neve o rocce bagnate.
Dalla cima del Pizzo di Rodes si può godere di un panorama mozzafiato che spazia dalle vette circostanti fino alla media Valtellina, offrendo un’esperienza indimenticabile agli escursionisti e agli amanti della montagna.
Il Pizzo di Rodes è circondato da altre vette spettacolari che contribuiscono a rendere il panorama ancora più suggestivo. Ecco alcune di esse:
Pizzo di Coca: Con i suoi 3050 metri, il Pizzo di Coca è una delle vette più alte delle Alpi Orobie. Si trova a nord-est del Pizzo di Rodes ed è una meta ambita dagli alpinisti per la sua bellezza e la sua sfida.
Punta di Scais: Situata a nord-ovest del Pizzo di Rodes, la Punta di Scais raggiunge un’altezza di circa 2911 metri. Anch’essa offre panorami spettacolari sulla regione circostante.
Pizzo Redorta: Con i suoi 3038 metri, il Pizzo Redorta è una delle cime più imponenti delle Alpi Orobie. Si trova a nord del Pizzo di Rodes e domina il paesaggio con la sua maestosità.
Curiosità
Il Pizzo di Rodes è stato scalato per la prima volta nel 1878 da Douglas Freshfield e Charles Combi. Sulla cima del Pizzo di Rodes si trova una croce in ferro battuto eretta nel 1950 dal CAI di Sondrio.
I Laghi di Santo Stefano sono tre piccoli laghi alpini situati in Val d’Arigna, sotto il Pizzo di Rodes, nelle Orobie Valtellinesi. I laghi, il più grande dei quali ha una superficie di circa 0,8 ettari, si trovano a un’altitudine di circa 2.000 metri sul livello del mare e sono circondati da pascoli e boschi e dalla cima del Rodes.
Sono facilmente raggiungibili a piedi da Briotti, una frazione del comune di Ponte in Valtellina, in circa un’ora e mezza di cammino. Il sentiero è ben segnalato e non presenta particolari difficoltà.
I Laghi di Santo Stefano sono una meta ideale per gli amanti della natura e per gli escursionisti. Offrono un panorama suggestivo sulle montagne circostanti e sono un luogo ideale per rilassarsi e godersi la pace e la tranquillità.
Curiosità: i laghi inizialmente erano 4 ma a causa dei fenomini atmosferici e i naturali movimenti nel suolo uno dei laghi è stato “risucchiato” all’interno della montagna stessa.
Storia, caratteristiche e fauna dei laghi di Santo Stefano