Il ferro

Camminando sull’Alpe Armisola, in alcune zone umide l’erba sembra luccicare. Non è rugiada né ghiaccio: è il ferro. Un fenomeno naturale che racconta la storia mineraria di Piateda.

Piateda e le miniere di ferro

Piateda è stato per secoli un importante distretto minerario. Già dal 1300 si estraeva il ferro in Val Venina e Val Caronno. La Val Venina era soprannominata la “valle del ferro”. Oggi le miniere sono chiuse, ma lungo i sentieri si vedono ancora i resti dei forni fusori dove si lavorava il minerale.

Il sottosuolo delle montagne di Piateda conserva ancora molto ferro. L’acqua piovana e quella di fusione scorrono nelle rocce, si caricano di minerali e poi riaffiorano in superficie, specialmente nei prati e nelle zone paludose. Questa particolarità conferisce inoltre un colore rosso al terreno dei pascoli.

Il prato luccicante

Nell’alpeggio l’acqua ricca di ferro viene a contatto con l’aria. Il ferro si ossida – come quando un chiodo arrugginisce – e forma una patina sottilissima che si deposita in superficie delle pozze d’acqua. Con il passaggio del bestiame nei prati, questa patina viene lanciata sui fili d’erba e con il sole, questi riflettono la luce e fanno brillare il prato. Il fenomeno è ben visibile nelle aree umide dell’alpeggio, nel versante ovest, in particolare nei periodi delle piogge successive a periodi di secca.

Con il contributo di M. Previsdomini